History of the Self Portrait and the Selfie

Giovanna Fratellini

Giovanna Fratellini (Rosalba Fiorentina) · Autoritratto al cavalletto · 1720 · Uffizi · Firenze

Giovanna Fratellini (Rosalba Fiorentina) · Autoritratto al cavalletto · 1720 · Uffizi · Firenze

I motivi dominanti dell’autoritratto femminile sono sostanzialmente due: quello della rappresentazione al cavalletto e quello di una particolare forma di autoritratto delegato, cioè l’esibizione di capacità intellettuali in attività più liberali che non la pittura. Questi due modelli nascondono, però, un’implicita contraddizione. L’autoritratto al cavalletto fa la sua decisa comparsa solo nel tardo Cinquecento, quando pittori e scultori hanno ormai definitivamente raggiunto il riconoscimento sociale al rango di creatori rispetto a quello di artigiani. Solo a quel punto possono tornare a rivendicare la qualità tecnica e manuale del loro operato, rappresentandosi per l’appunto nello studio. Ebbene: è proprio questo il periodo che vede moltiplicarsi la figura delle artiste. Fra tardo Cinquecento e Ottocento le donne scelgono lo schema dell’autoritratto in studio perché è divenuto quello più tipico, e perché manifesta il loro desiderio di apparire dotate di padronanza tecnica. Ad eccezione di un autoritratto di Ginevra Cantofoli, che indossa la cuffia dell’artista al lavoro, le donne sono sempre abbigliate in maniera impeccabile, come se fossero pronte per un ricevimento. Il significato di questo atteggiamento è inequivocabile, e consiste nel mantenimento delle buone maniere indicate dai trattati, ad esempio il Galateo di Monsignor Giovanni Della Casa. La seconda contraddizione, ancor più evidente, si riferisce all’autoritratto delegato in figura di intellettuale non artista: Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana suonano il clavicembalo, Artemisia Gentileschi esegue un brano con il liuto, Marietta Robusti, Sophie Chéron e Angelica Kauffman si ritraggono tenendo in mano uno spartito musicale. Perché c’è contraddizione in tutto ciò? Semplicemente perché, proprio mentre si sta recuperando il significato del lavoro manuale come qualità dell’artista, le donne sono costrette a esibire una loro diversa e più ampia educazione nelle arti liberali propriamente dette, mettendo il più possibile fra parentesi una manualità in qualche modo socialmente percepita come inferiore. Omar Calabrese · L’arte dell’autoritratto

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