History of the Self Portrait and the Selfie

Antoon van Dyck |12

Antoon van Dyck · Ultimo autoritratto · 1640 · Collezione Alfred Bader · Wien

Antoon van Dyck · Ultimo autoritratto · 1640 · Collezione Alfred Bader · Wien

Mia carissima sposa, le forze mi stanno tornando lentamente. Da quando sei partita non faccio che migliorare per il desiderio di raggiungerti a Londra, in tempo per la nascita del nostro primo figlio. […] Guardo dalla finestra la Senna torbida e mi appare la visione del sole immoto e perpendicolare sul mare di Palermo, oleoso e inerte, di certi mezzogiorno di luglio quando il silenzio assoluto distillava profumi untuosi, quasi putridi, mescolando gli aromi del gelsomino a quelli delle rose e delle zagare. Quando scoppiò la peste, era il 1624, quasi me l’aspettavo. Ogni cosa, nella natura, predisponeva ad una specie di oblio. Per poco anch’io non mi lasciai trascinare da quella voluttà di morte, bianca, immota, accecante come la luce. Eravamo tutti storditi e anche il viceré di Sicilia, che mi aveva fatto un’accoglienza grandiosa, fu sopraffatto da quei torridi miasmi. […] Presto racconteremo insieme tutte queste storie a nostro figlio e un giorno torneremo tutti e tre a Genova e a Roma. Vi mostrerò la magnificenza dei palazzi che là sorgono, la bellezza delle opere d’arte che si collezionano e soprattutto vedremo una luce che qui non possiamo neanche immaginare. Francesca Bonazzoli · L’inganno della scimmia


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