History of the Self Portrait and the Selfie

Sassoferrato

Sassoferrato · Autoritratto · 1645-50 · Uffizi · Firenze

Sassoferrato · Autoritratto · 1645-50 · Uffizi · Firenze

C’è stato un tempo in cui i pittori venivano chiamati per nome, quasi a intendere una stretta conoscenza, una quotidiana frequentazione. Questo non valeva solo per Raffaello o Tiziano ma, almeno lungo tutto il Seicento, quando si parlava di Annibale, di Guido o di Domenichino non era necessario aggiungere ulteriori specifiche. Era l’epoca in cui anche i soprannomi si contavano come i cappelli, quasi tutti ne avevano uno in testa, spesso lo portavano a ricordo di una patria o di una professione di famiglia, oppure lo sopportavano al pari di una impietosa storpiatura fisica o linguistica. Ma cercando anche nei soprannomi più semplici e casuali, quasi vi fossero distillati dei proverbi popolari, si può quasi sempre ricavare una goccia di verità riscontrabile nello stile e nella vita della persona. Giovan Battista Salvi, chiamato il Sassoferrato dalla cittadina marchigiana che lo vide nascere quattrocento anni fa, a prima vista si direbbe scostarsi da questa regola: la dolcezza delle sue opere contrasta con l’immagine di una pietra inguainata di ferro, ma a ben guardare il suo stile è levigato come un sasso di fiume e la sua costanza è tenace al pari di un metallo temprato. Un sasso ferroso, perfettamente ovale e lucido, sul quale la stratificazione del tempo e della storia ha agito per sottrazione. Milioni di chilometri d’acqua, così come infinite scalate alle vette del bello, hanno lisciato la forma senza corroderla ma rinnovandone la grazia, sbucciando ad ogni carezza un’anima nuova, lavorandola quasi fosse un lentissimo, biblico, tornio da falegname. Un’eleganza levigata dalla più resistente devozione come se l’artista marchigiano, al pari di un pellegrino in visita ai luoghi santi della pittura, avesse per tutta la vita pregato sulle marmoree madonne dipinte da Raffaello, consumandole per amore. Massimo Pulini · Il Sassoferrato. Un preraffaellita tra i puristi del Seicento.

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